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	<title>Civitanova Marche &#124; Turismo, Bandiera Blu, Spiaggie, Eventi Culturali, Ricettività e Tradizioni &#187; Itinerari fuori città</title>
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	<description>Portale del turismo di Civitanova Marche</description>
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		<title>Natura e Storia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 17:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari fuori città]]></category>

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		<description><![CDATA[ARQUATA DEL TRONTO / ASCOLI PICENO Arquata del Tronto. A Valle Camantina nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini si può godere di un panorama eccezionale e si può respirare a pieni polmoni aria pulita e gustare le cento specialità gastronomiche tipiche di questa zona tra le quali vanno segnalati i piatti a base di trote. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ARQUATA DEL TRONTO / ASCOLI PICENO</strong></p>
<p><strong>Arquata del Tronto.</strong><br />
A Valle Camantina nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini si può godere di un panorama eccezionale e si può respirare a pieni polmoni aria pulita e gustare le cento specialità gastronomiche tipiche di questa zona tra le quali vanno segnalati i piatti a base di trote. Tra faggi , aceri e tassi secolari il percorso che consigliamo, arriva fino alla Rocca Medioevale di Arquata. La visita naturalistica avrà termine alla Casa del Parco dove verrà distribuito materiale illustrativo e proiettato un filmato documentario del Parco Nazionale.<span id="more-268"></span></p>
<p><strong>Ascoli Piceno.</strong><br />
E’ città di indiscutibile bellezza. Suggestivi scorci, palazzi, ricchi musei e la celebre piazza del Popolo, elegante salotto cittadino, meritano certamente una visita accurata. Il cuore dell’abitato è rimasto intatto e segue l’impianto tipico romanici e medioevali. Ascoli Piceno è ricca di torri possenti , ne contava duecento, di eleganti palazzi rinascimentali e di chiese. Segnaliamo il Duomo medioevale dedicato a S. Emidio, martire cristiano e patrono della Città, che custodisce un grande polittico di Carlo Crivelli, il Battistero ottagonale del XII secolo, il Palazzo Comunale, con la bella facciata barocca, dove è ordinata la Pinacoteca Civica con opere del Crivelli, e Alemanno, di Cola dell’Amatrice e Simone De Magistris, poi il Palazzo vescovile che ospita il ricco Museo diocesano. Oltre il Museo Archeologico statale che accoglie resti preistorici e romani, consigliamo una visita alla Galleria d’Arte contemporanea, al Museo di Storia naturale “ Antonio Orsini”, ma anche alle tante e belle chiese tra cui quella romanica dei Santi Vincenzo e Anastasio, S. Pietro Martire, S. Vittore, S. Francesco e S. Emidio alle Grotte. Piazza del Popolo, con i portici e i palazzi rinascimentali, è un ambiente raccolto e unico dove si staglia il severo Palazzo dei Capitani sede del Comune.<br />
Su questa scenografia urbana ha luogo una rievocazione storica di grande suggestione: la Quintana. Questa è la tipica giostra rinascimentale legata alla festa del patrono S. Emidio, che si corre ogni anno la prima domenica di agosto.</p>
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		<title>La città del Rinascimento</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari fuori città]]></category>

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		<description><![CDATA[URBINO / URBANIA / SANT’ANGELO IN VADO E ACQUALAGNA Urbino. E’ la Città delle Marche più nota al mondo. Sede dell’Università fondata nel 1506. Suggestiva e pittoresca cittadina con Federico II da Montefeltro conobbe nel XV secolo uno splendore unico, diventando polo culturale della civiltà occidentale. Grandi artisti e letterati lavorano qui: da Laurana a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>URBINO / URBANIA / SANT’ANGELO IN VADO E ACQUALAGNA</strong></p>
<p><strong>Urbino.</strong><br />
E’ la Città delle Marche più nota al mondo. Sede dell’Università fondata nel 1506. Suggestiva e pittoresca cittadina con Federico II da Montefeltro conobbe nel XV secolo uno splendore unico, diventando polo culturale della civiltà occidentale. Grandi artisti e letterati lavorano qui: da Laurana a Francesco di Giorgio Martini, da Paolo uccello a Piero della Francesca. Si possono ammirare: il Duomo riedificato dal Valadier tra il XVIII e il XIX, il Museo Albani, il Palazzo Ducale capolavoro dell’arte rinascimentale sede della Galleria Nazionale delle Marche e la famosa facciata detta dei “Torricini”del Laurana. Non si deve mancare di visitare la casa di Raffaello Sanzio, l’orto Botanico e il quartiere ebreo. Nelle vicinanze di Urbino la chiesa di San Bernardino attribuita a Francesco di Giorgio Martini, dove sono sepolti Federico e Giudobaldo da Montefeltro e il Colle dei Cappuccini che richiama alla mente la Poesia di Giovanni Pascoli “l’aquilone”. Da ricordare che la terza domenica di agosto si celebra la famosa rievocazione storica denominata “ Festa del Duca”.<span id="more-266"></span></p>
<p><strong>Urbania.</strong><br />
Il nome di Urbania, l’antica Castel Durante, deriva da papa urbano VIII che nel 1636 la elevò a Diocesi. La città rivendica di aver dato i natali a Donato Bramante. È famosa per la lavorazione delle maioliche e per questo consigliamo la visita al Museo della Ceramica. Vanno visitati il Palazzo Ducale, la Cattedrale con la Crocifissione di Pietro da Rimini del 1320, il Palazzo Vescovile e poco distante dal centro l’abbazia di S.Cristoforo del Ponte.</p>
<p><strong>Sant’angelo In Vado e Acqualagna.</strong><br />
meritano una sosta e si può ben dire che sono il regno del tartufo bianco e nero. Ad Acqualagna si può visitare l’abbazia  di S.Vincenzo al Furlo, fondata nel XVI sec., che conserva affreschi di scuola marchigiana.</p>
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		<title>Cultura e Fede</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari fuori città]]></category>

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		<description><![CDATA[RECANATI / OSIMO / CASTELFIDARDO / LORETO Recanati. Su un alto colle, tra le valli del Potenza e del Musone, si eleva Recanati. Il panorama è vastissimo e tra i più belli delle Marche. La città di Recanati ha avuto momenti importanti nell’alto Medioevo e nei secoli successivi. Il Comune sorse nel XII secolo. Ricca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RECANATI / OSIMO / CASTELFIDARDO / LORETO</strong></p>
<p><strong>Recanati.</strong><br />
Su un alto colle, tra le valli del Potenza e del Musone, si eleva Recanati. Il panorama è vastissimo e tra i più belli delle Marche. La città di Recanati ha avuto momenti importanti nell’alto Medioevo e nei secoli successivi.<br />
Il Comune sorse nel XII secolo. Ricca di memorie leopardiane, vive nel culto del Poeta e del grande tenore Beniamino Gigli. Visitando la città si ritrovano le atmosfere particolari dei luoghi cantati dal Poeta: il colle dell’Infinito, la piazza del Sabato nel villaggio, la Torre del Passero solitario, la casa di Silvia. Da vedere il Palazzo Comunale e al suo interno la Sala degli Stemmi, il museo di Villa Colloredo Hels con la famosa “Annunciazione” e “Trasfigurazione” di Lorenzo Lotto. Il Museo dedicato a Beniamino Gigli e la sua personale discoteca, la chiesa trecentesca di S. Domenico e la chiesa di S. Agostino del XIII sec. Non si deve trascurare di visitare il Museo Diocesano e il Palazzo Leopardi, la chiesa di S. Francesco e la cattedrale di S. Flaviano.<span id="more-264"></span></p>
<p><strong>Osimo.</strong><br />
Situata su di un alto poggio tra le vallate del Musone e dell’Aspio, Osimo si presenta oggi come una moderna cittadina commerciale ma vanta antiche origini che risalgono ad un periodo antecedente la colonizzazione romana  avvenuta dal 268 a.C. Osimo divenne infatti Municipium romano e fortificato con possenti mura urbane (174 a.C.) .  All’interno delle mura l’assetto urbanistico  era caraTterizzato da vie che si incrociavano perpendicolarmente, imitando la struttura tipica dell’accampamento romano.<br />
Passeggiando nel centro storico  si possono ammirare ancor oggi testimonianze  romane molto interessanti. Nel museo archeologico inoltre sono esposti numerosi ritrovamenti dell’epoca preistorica e romana.<br />
Da ammirare  la Cattedrale di San Leopardo eretta nel XII-XIII sec. su un primitivo edificio del VIII sec.: è uno degli esempi più interessanti dell’architettura tarda gotica nelle Marche. La cripta terminata nel 1191, è costruita con materiali provenienti da preesistenti edifici pagani e cristiani. Interessanti luoghi di fede e cultura sono anche la Chiesa di San Marco (XVI sec.) dove si conserva un’opera del Guercino, e il Santuario di San Giuseppe da Copertino. Questo ultimo edificio costruito nel duecento e dedicato a S.Francesco, fu trasformato in convento tra il 500 e il 700. Nel convento morì il Santo e le sue spoglie sono conservate nella cripta. S.Giuseppe da Copertino è il santo protettore degli studenti ed un’antica e sentita tradizione popolare fanno del santuario luogo di preghiera e visita molto frequentato dai ragazzi.<br />
Recentemente sono state recuperate e rese visitabili le gallerie sotterranee. Una fitta rete di cunicoli e grotte scavate a più livelli, spesso collegati tra loro mediante pozzi e camminamenti. In passato erano utilizzate a scopo difensivo e di protezione per la popolazione che anche durante la seconda guerra mondiale, vi trovò rifugio.</p>
<p><strong>Castelfidardo.</strong><br />
È la capitale della fisarmonica e nel Palazzo Comunale risiede il Museo della Fisarmonica, dove 150 esemplari, a partire dal 1863, raccontano l’evoluzione di questo strumento.</p>
<p><strong>Loreto.</strong><br />
È una pittoresca cittadina situata in un punto panoramico, dominata dal Santuario della Santa Casa: uno dei monumenti più importanti per la cristianità. A Loreto viene venerata la celebre Madonna Nera. Secondo la tradizione nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 giunge a Loreto portata dagli angeli la casa di Nazareth. Ancor oggi si usa accendere per la notte della “Venuta”, lungo la costa e sulle colline, dei grandi falò, i “Focaracci”, per illuminare il cammino della Madonna.<br />
Il Santuario è una grandiosa costruzione alla quale hanno lavorato una schiera di grandi architetti come Donato Bramante, il Sansovino, Francesco di Giorgio Martini, Luigi Vanvitelli, Giuliano da Sangallo e valenti pittori tra i quali ricordiamo Melozzo da Forlì, Luca Signorelli, il Pomarancio e Lorenzo Lotto che morì oblato della Santa Casa nel 1556. Non si può mancare di visitare la ricchissima Pinacoteca che conserva le tele del Lotto ed una eccezionale collezione di ceramiche della bottega urbinate di Orazio Fontana.</p>
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		<title>Al Centro della Terra</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:48:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Itinerari fuori città]]></category>

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		<description><![CDATA[GROTTE DI FRASASSI GENGA / GENGA / IL PARCO NATURALE DELLA GOLA ROSSA E DI FRASASSI Grotte di Frasassi a Genga. E’ questa un complesso speleologico di grande importanza scoperto nel 1971 ed aperto al pubblico nel 1974, costituisce un grandioso complesso che risale a 1.400.000 anni fa. Le grotte di Frasassi sono una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GROTTE DI FRASASSI GENGA / GENGA / IL PARCO NATURALE DELLA GOLA ROSSA E DI FRASASSI</strong></p>
<p><strong>Grotte di Frasassi a Genga.</strong><br />
E’ questa un complesso speleologico di grande importanza scoperto nel 1971 ed aperto al pubblico nel 1974, costituisce un grandioso complesso che risale a 1.400.000 anni fa. Le grotte di Frasassi sono una delle mete turistiche di maggior richiamo nelle Marche. Il complesso ipogeo, infatti,  rappresenta, con i suoi 30 Km d’estensione disposti su 8 livelli differenti geologici, uno dei percorsi sotterranei più grandiosi ed affascinati al mondo. Il complesso si trova nel comune di Genga nel cuore del Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi. In uno scenario di stalattiti e stalagmiti intarsiate, laghetti d’acqua cristallina, suggestive lance di alabastro si può optare per l’itinerario turistico, facilmente accessibile, che si percorre in circa un’ora, o provare l’emozione del giro speleologico, per il quale è necessaria la prenotazione.  Di particolare bellezza le sale delle “Candeline”, “Abisso d’Ancona”di 240 metri di altezza, la sala del “Vento” e la Sala” così detta perché lunga 200 metri.<span id="more-262"></span></p>
<p><strong>Genga.</strong><br />
Nell’alta valle dell’Esino, tra mura medioevale Genga ha dato i natali ad Annibale della Genga, divenuto Papa Leone XII nel 1832.. Da ammirare l’abbazia di S. Vittore alla Chiuse de sec. XI, una delle espressioni più compiute del romanico marchigiano, e di fronte il Ponte Romano sul fiume Sentino, difeso da una torre gotica tronca. Una breve passeggiata lungo il sentiero ricavato sulla roccia conduce ad un grotte dove l’uno accanto all’altro si possono visitare il santuario della Madonna di Frasassi, opera dell’architetto Valadier, e la cappella di Santa Maria Infrasaxa. Dalla posizione rialzata della grotta si ammira uno splendido panorama sulla stretta valle sottostante.</p>
<p><strong>Il Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi.</strong><br />
È la più grande area protetta  regionale delle Marche, con un patrimonio ambientale ricco di attrattive geologiche, botaniche e faunistiche, nonché di numerose testimonianze archeologiche, artistiche e architettoniche. Il paesaggio aspro e selvaggio, le pareti rocciose rendono l’habitat ideale per i rapaci, tra cui l’aquila reale, il gheppio, il falco pellegrino, il lanario e il lodolaio. I boschi idi faggio  e il folto sottobosco sono il regno di volpi, cinghiali, tassi, scoiattoli, istrici ed anche lupi. Le limpide acque del Sentino ospitano trote, bardi, anguille, cavedani e rari gamberi.</p>
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		<title>I vini della Marca</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:46:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CIVITANOVA MARCHE / MATELICA / JESI Chi apprezza l’autenticità e la qualità si può lasciar prendere da questo tour che intende caratterizzare il nostro territorio non solo dal punto di vista storico-artistico, ma partendo dai vini, tutto quel patrimonio di sapori che sono quasi sconosciuti e che meritano senz’altro di essere salvaguardati e propagandati. Oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CIVITANOVA MARCHE / MATELICA / JESI</strong></p>
<p><em>Chi apprezza l’autenticità e la qualità si può lasciar prendere da questo tour che intende caratterizzare il nostro territorio non solo dal punto di vista storico-artistico, ma partendo dai vini, tutto quel patrimonio di sapori che sono quasi sconosciuti e che meritano senz’altro di essere salvaguardati e propagandati.<br />
Oggi l’agricoltura è cambiata, ma qui esiste ancora un buon legame fra uomo e terra. Lo sviluppo economico ha avuto esiti eccezionali, ma nello stesso tempo ha saputo conciliarsi con le altre forme di attività economica. Lo spirito imprenditoriale, a lungo sperimento nell’istituto della mezzadria, ha consentito di trasferire grandi risorse anche in attività propriamente agricole. Così le colture dei vigneti a perdita d’occhio nelle valli e sulle colline. Il piccolo mondo colonico si è evoluto, ma accanto alle antiche architetture mezzadri di mattoni rosati, è rimasta la genuinità dei prodotti, la tipicità dei sapori. Parlando di vini a denominazione di origine controllata, nelle Marche che ne sono ben undici dal Verdicchio di Matelica dei Castelli di Jesi, al Bianchello del Metauro, dell’Esino, dei Colli Maceratesi e Pesaresi, al Falerio dei Colli ascolani, al Rosso Piceno, Rosso Conero e dulcis in fundo la  Vernacia di Serrapetrona e la Lacrima di Morro d’Alba. Alcuni vini hanno raggiunto livelli e notorietà indiscussi.<br />
Ai più noti Verdicchio, Rosso Conero, Rosso Piceno Superiore, si affiancano alcuni vini sempre di ottima qualità. Con la tecnica che venne proposta la prima volta dagli antichi etruschi, il vitigno verdicchio ha iniziato ad essere diffusamente coltivato nelle Marche ed oggi ci regala un vino, nelle tre denominazioni DOC, Castelli di Jesi Classico, Castelli di Jesi Matelica, che costituisce l’ 80% della produzione DOC regionale.<span id="more-260"></span></em></p>
<p><strong>Civitanova.</strong><br />
Posta tra le dolci colline e l’azzurro mare, gode di un ambiente agricolo ubertoso, da sempre minuziosamente coltivato dove le vite si “maritava” al gelso, dove oggi il lavoro dell’agricoltore non entra in conflitto con le esigenze dell’ambiente. Non si è perso il gusto di sapori tradizionali e genuini che possiamo ritrovare lungo questo itinerario che parte da Civitanova seguendo la scia dei vini marchigiani DOC.</p>
<p><strong>Matelica.</strong><br />
Antica Città, già Municipio in età romana, in posizione dominante nel sec. XIV, poi possesso della famiglia degli Ottoni. Da Visitare la Loggia degli Ottoni del 1511, il Palazzo degli Ottoni, il Palazzo Pretorio del 1270, la chiesa del Suffragio, la Cattedrale intitolata a S.Maria Assunta con il campanile del 1474. Tutte le chiese di Matelica sono ricche di dipinti, in particolare la chiesa di S. Francesco che conservatele di Palmezzano, Boscoli, De Magistris e Lilli. Una peculiarità di questa Città è il museo Piersanti nell’omonimo palazzo, dove sono conservati sia oggetti inconsueti che di uso domestico.</p>
<p><strong>Jesi.</strong><br />
Detta anche “la Milano delle Marche”, per sottolineare la sua dinamicità, è ricchissima di storia e nota per la nascita di Federico II (1194). Oltre al Teatro Pergolesi, eretto nel 1791-96 ed intitolato l’illustre musicista nativo della città, vanta la chiesa di S.Maria delle Gazie del sec. XV, S.Nicolò di linee romaniche e lo splendido Palazzo Pianetti- Tesei, in stile rococò, che contiene la Pinacoteca Civica e le opere fondamentali di Lorenzo Lotto. Degni di nota il Palazzo Ricci del XVI sec. e il Palazzo della Signoria, di forme rinascimentali, dovuto a Francesco di Giorgio Martini (1486- 1498 ). Da visitare il ricco Museo Civico e il Duomo del XIII dedicato al patrono della Città, S.Settimio.</p>
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		<title>Lungo la valle del Fiastrone</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:39:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BOLOGNOLA / ACQUACANINA / FIASTRA Bolognola. Bolognola è il più piccolo e il più elevato Comune delle Regione Marche. Testimonianze storiche sono offerte dai ruderi del castello dei Varano sec. XIV-XV, della chiesa parrocchiale che conserva una tavola del Vergari di Amandola del sec. XVI, dalla chiesa di S. Maria delle Grazie che conserva un’immagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BOLOGNOLA / ACQUACANINA / FIASTRA</strong></p>
<p><strong>Bolognola.</strong><br />
Bolognola è il più piccolo e il più elevato Comune delle Regione Marche. Testimonianze storiche sono offerte dai ruderi del castello dei Varano sec. XIV-XV, della chiesa parrocchiale che conserva una tavola del Vergari di Amandola del sec. XVI, dalla chiesa di S. Maria delle Grazie che conserva un’immagine della Madonna Attribuita a Girolamo di Giovanni del 1400. II territorio, di grande interesse paesaggistico, offre diverse escursioni estive sui Sibillini.<span id="more-258"></span></p>
<p><strong>Acquacanina.</strong><br />
Nel passato il Comune di Acquacanina vantava una fiorente economia legata alle attività silvo-pastorali. Oggi  la località ha acquisito una valenza turistica sia per le bellezze ambientali sia per le iniziative di valorizzazione dell’aria dei Piani di Ragnolo. Non mancano testimonianze storiche ed artistiche che meritano di essere citate come la chiesa di S. Maria di Rio Sacro fondata dai benedettini nel 1000, la chiesa di S. Maria del Vallone,la chiesa di S. Michele e i ruderi del fortino dei da Varano di Camerino.</p>
<p><strong>Fiastra.</strong><br />
Situata nella vallata del Fiastrone affluente del Chienti, è caratterizzata dall’omonimo lago. Le origini sono remote i reperti archeologici testimoniano insediamenti umani sin dall’età neolitica. Fiastra rimane nei secoli un punto importante per la cultura e snodo di rilevo per le comunicazioni con Roma. Da vedere le mura del castello Magalotti, la chiesa di S. Paolo Apostolo del XI sec., santuario del Beato Ugolino, l’antichissima chiesa di S. Marco con portale rinascimentale e la chiesa romanica di S. Lorenzo al lago, poi la chiesa di S. Martino in Tedico che risale al 1200, il località Poggio l’omonima chiesa e la Grotta dei frati sulla sponda sinistra del fiume Fiastrone che servì da rifugio ai frati Clareni che vi costruirono un’edicola per il culto. Qui interessanti località si offrono alla visita, dalla diga, al lago, alle montagne, alle cime dei monti Sibillini.</p>
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		<title>All&#8217;ombra dei Monti Azzurri</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:29:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CINGOLI / TREIA Cingoli. La Città di Cingoli è giustamente soprannominata il “Balcone delle Marche” per la sua singolare posizione geografia. Fondata nel il secondo a. c. fu distrutta dai Goti e Longobardi e diventò libero Comune nel IX sec. La città ha dato i natali a papa Pio VII della famiglia Castiglioni. Da vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CINGOLI / TREIA</strong></p>
<p><strong>Cingoli.</strong><br />
La Città di Cingoli è giustamente soprannominata il “Balcone delle Marche” per la sua singolare posizione geografia. Fondata nel il secondo a. c. fu distrutta dai Goti e Longobardi e diventò libero Comune nel IX sec. La città ha dato i natali a papa Pio VII della famiglia Castiglioni. Da vedere la Cattedrale seicentesca, il Palazzo Municipale del XII secolo, restaurato durante il Rinascimenti, il Museo Civico, la chiesa di S. Benedetto dove è conservata una tela di Annibale Carracci e ancora  le chiese di S. Esuperanzio e di S. Sperandio, la Pinacoteca, il Museo Archeologico e la zona archeologica.<span id="more-255"></span></p>
<p><strong>Treia.</strong><br />
L’antica Montecchio vanta venticinque secoli di storia. Adagiata sul crinale di un colle da dove si scopre un panorama che non conosce ostacoli e spazia dal monte Conero al Gran Sasso d’Italia, dai Sibillini al mare. Stupendi palazzi rinascimentali e neo classici scorci pittoreschi e splendide chiese  abbelliscono la Città. Treia non è solo sinonimo di arte e cultura, è famosa anche per il gioco del “Pallone a bracciale”, ricordato dal poeta Giacomo Leopardi, e ogni anno,  la prima settimana di agosto si celebra la “Disfida del Bracciale”. La visita all’Accademia Georgia è  d’obbligo e merita una sosta Helvia Recina a Villa Potenza, testimonianza dell’antica città romana.</p>
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		<title>Dal mare ai monti</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:43:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CAMERINO / CALDAROLA / TOLENTINO Camerino. E’ città di grandi tradizioni, deve la sua fama alla signoria dei da Varano, durata trecento anni, e alla fiorente Università .Qui nacquero i pittori Arcangelo di Cola, Giovanni Boccati e Girolamo di Giovanni, i quattrocenteschi che segnarono le arti figurative non solo a livello marchigiano. La visita può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAMERINO / CALDAROLA / TOLENTINO</strong></p>
<p><strong>Camerino.</strong><br />
E’ città di grandi tradizioni, deve la sua fama alla signoria dei da Varano, durata trecento anni, e alla fiorente Università .Qui nacquero i pittori Arcangelo di Cola, Giovanni Boccati e Girolamo di Giovanni, i quattrocenteschi che segnarono le arti figurative non solo a livello marchigiano. La visita può iniziare dalla Rocca, poi alla chiesa di S.Maria in Via, al Duomo ricostruito nell’800 e al Palazzo Ducale del XVsec., al palazzo Arcivescovile con il Museo Diocesano dove la “Madonna in gloria” del Tiepolo è certamente il capolavoro più ammirato. Non va trascurata la ricchissima Pinatocoteca e Museo Civico e la chiesa romanico-gotica di S.Francesco.<span id="more-250"></span></p>
<p><strong>Caldarola.</strong><br />
Antico centro romanico, il cui<br />
toponimo sembra derivi dalle sorgenti termali di cui si sono perse le tracce a partire dal sec.XVI, Caldarola è ricordata come patria dei pittori de Magistris vissuti tra il ‘500 e il ‘600. La Città merita una visita soprattutto per ammirare il Castello Pallotta ricordato fin dall’anno 875</p>
<p><strong>Tolentino.</strong><br />
Dalla piazza della Libertà, dove si erige la torre con i tre orologi che segnano l’ora, il giorno e le fasi della luna, si arriva alla Basilica di S.Nicola del XII sec., dove è seppellito il Santo, morto nel 1305, venerato anche per la sua fama di taumaturgo. Sul piano artistico ci sono da vedere gli affreschi giotteschi del Cappellone della Basilica (sec.XIV), il chiostro, gli ex voto e il Museo delle Ceramiche.<br />
Nel Palazzo Parisani-Bezzi, dove si firmò il famoso Trattato del 1797, c’è il Museo Internalizionale della Caricatura che merita una visita accurata. Da visitare anche il Duomo intitolato a S.Catervo, rifatto nel 1830 su disegno di Filippo Spada, che conserva il sarcofago dei Santi Catervo e Settimia, patrono della Città e sua moglie, datato IV sec. d.C. Nel territorio di Tolentino si può visitare l’abbazia benedettina di S. Maria di Chiaravalle di Fiastra, in stile romano-gotico, fondata nel 1142 e poco lontano il Castello della Rancia adibito nel XII sec. a fattoria fortificata, trasformato ed ampliato nel XIV sec. per volere dei da Varano. Recentemente il castello è stato sottoposto a restauro ed ospita il Museo-Istituto Storico del Territorio.</p>
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		<title>Alle sorgenti del Nera</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari fuori città]]></category>

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		<description><![CDATA[USSITA / VISSO / CASTEL S. ANGELO SU NERA Ussita. Ai piedi del Monte Bove, completamente immersa nel verde sorge Ussita. Oltre alla salubrità dell’ambiente la Città vanta preziose testimonianze storico-artistiche come la Pieve del secondo XIV, la chiesa di S. Andrea con affreschi attribuiti a Paolo da Visso, risalenti al 1400 e la chiesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>USSITA / VISSO / CASTEL S. ANGELO SU NERA</strong></p>
<p><strong>Ussita.</strong><br />
Ai piedi del Monte Bove, completamente immersa nel verde sorge Ussita. Oltre alla salubrità dell’ambiente la Città vanta preziose testimonianze storico-artistiche come la Pieve del secondo XIV, la chiesa di S. Andrea con affreschi attribuiti a Paolo da Visso, risalenti al 1400 e la chiesa di S. Stefano.<span id="more-248"></span></p>
<p><strong>Visso.</strong><br />
Per la sua posizione geografia, così com’è situato lungo le vie di comunicazione con Roma, ha avuto in passato un’importanza fondamentale. Oggi è un centro di grande interesse storico-artistico, ambientale paesaggistico. Bellissima la piazza principale, e la porta S. Maria e i palazzi del 400 e 500. Nella ex chiesa di S. Agostino c’è la sede del Museo-Pinacoteca e a fianco la Collegiata di S. Maria del sec. XII. Da vedere il Palazzo dei Governatori, del sec. XIII il Palazzo dei Priori, ora sede Municipale, del 1482, la torre e le mura della Rocca. Da Visso sono possibili molte passeggiate ed escursioni tra le quali quella al Santuario di Macereto.</p>
<p><strong>Castel S. Angelo su Nera.</strong><br />
E’ situato in una zona ricca di verde, in bellissima posizione paesaggista e conserva ancora le strutture urbanistiche originali. Molte le testimonianze architettoniche ed artistiche come la parrocchia di S. Stefano, la chiesa del Convento di S. Liberatore del sec. XIV , la chiesa romanica di S. Martino, i ruderi del castello e della fortezza. Le escursioni che si possono fare sono moltissime e vanno dalle sorgenti nella Nera , al Monte delle Rose, ai Piani di Castelluccio.</p>
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		<title>Le abbazie della provincia di Macerata</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Itinerari fuori città]]></category>

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		<description><![CDATA[S. MARIA DI CHIARAVALLE DI FIASTRA DI TOLENTINO / S. CLAUDIO DI CORRIDONIA / S. MARIA A PIÈ DI CHIENTI DI MONTECOSARO / ABBAZIA BENEDETTINA DI S. FIRMANO DI MONTELUPONE Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra  Tolentino. Fondata nel 1142, S. Maria di Chiaravalle di Fiastra è l’  “Abbazia” abbazia cistercense   più importante dell’Italia centrale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>S. MARIA DI CHIARAVALLE DI FIASTRA DI TOLENTINO / S. CLAUDIO DI CORRIDONIA / S. MARIA A PIÈ DI CHIENTI DI MONTECOSARO / ABBAZIA BENEDETTINA DI S. FIRMANO DI MONTELUPONE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra  Tolentino.</strong></p>
<p>Fondata nel 1142, S. Maria di Chiaravalle di Fiastra è l’  “Abbazia” abbazia cistercense   più importante dell’Italia centrale, centro di ferventi attività economiche, sociali e culturali. Il saccheggio e le devastazioni subite dal monastero nel 1422 ad opera delle truppe di Braccio da Montone, signore di Perugia, segnarono l’inizio della decadenza del potere esercitato dai Cistercensi. Infatti, in seguito a questi eventi, l’amministrazione dell’Abbazia e dei suoi territori venne affidata “in commenda”, dalla Santa Infatti, in seguito a questi eventi, l’amministrazione dell’Abbazia e dei suoi territori venne affidata “in commenda”, dalla Santa Sede, a dei cardinali “Commendatari”, quindi nel 1581 passò, per circa due secoli, alla Compagnia di Gesù, sino a che l’intera proprietà non fu ceduta alla nobile famiglia Giustiniani Bandini. Nel 1918 morì l’ultimo erede maschio della famiglia, Sigismondo, il quale lasciò tutte le proprietà ad una Fondazione intestata a suo nome. Nel 1984 Fondazine Giustiniani Bandini  istituì la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra.<span id="more-246"></span></p>
<p>L’abbazia riflette nello stile i principi della regola di S. Benedetto caratterizzata dalla semplicità, povertà ed essenzialità. La facciata si presenta semplice con un avancorpo formato da un portico a tre campate con volte a crociera che poggiano su colonne addossate ai muri. E’ illuminato da quattro trifore a colonne binate e ha un bel portale in marmo grigio. La facciata che termina con un profilo a frontone, è abbellita da un gran rosone in marmo e da una fascia di archetti intrecciati in cotto scalpellato.  La pianta della chiesa è a croce latina a tre navate con volte a crociera nella prima campata, e volte a capriate nelle campate laterali ( in seguito ai saccheggi di Forte Braccio da Montone).</p>
<p><strong>S. Claudio al Chienti Corridonia.</strong></p>
<p>S.Claudio al Chienti è una chiesa monastico-abbaziale (o pieve) di derivazione classense, sorta nelle forme attuali nel secolo XI su un precedente edificio del V o VI secolo. Sono accertati nel 1000 rapporti con i monasteri ravennati, ed in particolare con Sant’Apolinnare in Classe.L’aspetto singolare della costruzione, unico esempio di tale genere nelle Marche ed uno dei pochi fuori Ravenna, è costituito dalle due torri cilindriche poste ai lati della facciata, che si ispirano allo stile bizantino di S. Vitale.</p>
<p>L’edificio comprende due chiese sovrapposte che originariamente erano collegate solo dalle scale interne alle due torri cilindriche. Nel XIII secolo, a seguito di danni e delle distruzioni compiute dai maceratesi, la facciata fu ricostruita nella forma attuale con il ballatoio e la scala esterna per l’accesso alla chiesa superiore. Alla chiesa inferiore, definita “plebale”, si accede attraverso un atrio con portale di pietra: l’interno austero e solenne presenta quattro robusti pilastri centrali con  nove campate a crociera. La chiesa superiore ha un elegante portale in pietra ed era nel Medioevo la “cappella palatina” del vescovo-conte, feudatario della zona.</p>
<p><strong>Santa Maria a piè di Chienti Montecosaro.</strong></p>
<p>L’abbazia S.Maria a piè di Chienti, dedicata all’Annunziata,  è un tipico esempio cluniacense del X sec. Fondata intorno al VI secolo l’abbazia fu trasformata nel 1125 dall’Abate Adenolfo e presenta architettura cluniacense con influssi orientali. La facciata fu manomessa nel ‘600 ed oggi  restano originali le fiancate esterne e la parte absidale a struttura poligonale (a nove facce nella parte inferiore, a sette in quella superiore), con absidiole di contorno con funzione di contrafforti.</p>
<p>Ai lati dell’abside si ergevano due torri, ora mozzate, che fungevano da difesa all’abbazia.</p>
<p>L’interno, a pianta basilicale, è distinto in due chiese. La chiesa inferiore presenta una  navata centrale (con 7 archi)  divisa dalle laterali da massicci pilastri sui quali poggiano robusti archi che sostengono il matroneo. L’abside, strutturato ad emiciclo, forma un austero originale deambulatorio coperto a crociera. Le finestre, bifore e monofore, sono chiuse da lastre di alabastro e diffondono all’interno una luce tenue che al tramonto diviene rosata, creando un’atmosfera particolarmente suggestiva.  La chiesa superiore presenta invece un presbiterio costruito agli inizi del Quattrocento sul piano dei matronei.</p>
<p>Il passaggio dalla chiesa inferiore a quella superiore, prima della realizzazione della scala più ampia che si apre nella navata destra, avveniva attraverso la strettissima “scala della penitenza”, così detta perché i frati troppo corpulenti, non potendo accedere per essa alla chiesa superiore, dovevano far digiuno per dimagrire adeguatamente.</p>
<p><strong>Abbazia Benedettina di  San Firmano Montelupone.</strong></p>
<p>Si ha ragione di credere che il complesso monastico sia stato costruito nel IX secolo, quando il potere politico-patrimoniale era in mano alle grandi Abbazie sovra regionali:  Farfa in Sabina, S. Apollinare in Classe &#8211; Ravenna, Fonte Avellana, Montecassiano. Notizie storiche confermano possedimenti in zona sia dell’Abbazia di S. Apollinare che dell’Abbazia di Farfa che in quegli anni e precisamente dopo l’897 si divise in tre tronconi, diretti nelle zone di: Roma, Rieti, Marca Fermana.</p>
<p>La costruzione dell’attiguo convento fu voluta dalla “Pia Signora” dei Conti di Lornano, alla fine del X secolo.</p>
<p>Avvicinandosi all’ingresso della chiesa si nota subito la lunetta bizantina del portale che si presenta in tutta la sua bellezza e preziosità. Cinque figure in altorilievo sono state ricavate sul retro di una statua romana ancora ben visibile dalla parte interna della chiesa; nella dualità della scultura si può intendere il simbolo del passaggio dal paganesimo alla religione Cristiana. Sono raffigurati il Cristo, la Vergine in trono con il bambino, San Firmano, San Giovanni e la Maddalena.</p>
<p>Come le antiche chiese cristiane, anche questa Abbazia ha la traiettoria da Occidente verso Oriente con tre navate. Dodici pilastri sostengono archi a tutto sesto. Desta subito meraviglia l’ampia gradinata per la sua altezza e ripidità. Tale  caratteristica fa dell’Abbazia un caso forse unico, ed è dovuto alla necessità di tenere alto il pavimento della cripta per proteggere la chiesa dalle un tempo frequenti alluvioni del fiume Potenza, che scorre nella vicinanza, a poco più di cento metri.</p>
<p>Nella navata di sinistra, del piano rialzato, ove ancora c’è la volta murata, si può ammirare un affresco del 1400, che ripropone il motivo della lunetta con al centro la Santa Vergine in trono con il bambino benedicente rivolto verso San Firmano e a sinistra il martirio di San Sebastiano. L’affresco in particolare raffigura la Madonna e presenta tratti di grande maestà e bellezza; l’opera è dell’Artista Giacomo di Nicola da Recanati.</p>
<p>Attraverso due aperture laterali si accede alla cripta, con archi a sesto acuto e a tutto sesto.</p>
<p>Sull’altare si trova una imponente statua di San Firmano in terracotta policroma, attribuita ai fratelli Della Robbia (1400). Ai piedi della statua sono conservate le reliquie del Santo in un’urna di ottone, protetta da una custodia in ferro battuto, che reca sul lato superiore lo stemma di Montelupone del quale è Santo Patrone. L’altare è sostenuto da un arco, sotto il quale i fedeli, per tradizione popolare, passano per essere liberati dal mal di ossa.</p>
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