Civitanova Marche è una città profondamente legata al mare, sul quale si affaccia. Sin dall’epoca romana la popolazione aveva creato delle strutture portuali, all’inizio probabilmente fluviali, (data la caratteristica costa bassa e sabbiosa) ma solo nel sec.XVII si crea un insediamento stabile di pescatori. Leggi tutto
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Sul colle poco distante dalla costa sorge Civitanova Alta rimasta inalterata nel suo impianto medioevale. Incontriamo per prime la mura castellane del sec. XIV, con le quattro porte S. Paolo, Girone, Mercato e S. Angelo meglio conosciuta con il nome di Porta Marina con il caratteristico cipresso nato dentro la fascia merlata. Sulla piazza principale il Palazzo della Delegazione, del 1867 su progetto dell’ing. Guglielmo Prosperi di Macerata. Al suo interno opere del pittore Ulisse Ribustini (XIX-XX sec.) e una lapide romana del III sec. d.C. relativa al Cluentensis Vicus. Leggi tutto
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Palazzo Sforza si caratterizza per la sua imponenza e per lo stile architettonico tardo neoclassico, con alternanza a motivi rinascimentali tendente a garantirne plasticità ad effetto nell’attuale tessuto urbanistico. La sua costruzione avviene nel 1862 per divenire Sede Comunale nel 1920, dopo aver ospitato le maestranze di un pastificio a vapore agli inizi del Novecento. L’architettura di Palazzo Sforza risponde all’eclettismo ottocentesco essendo la rappresentazione figurativa dell’unione di stili neoclassici a quelli rinascimentali, caratterizzazione tipica riscontrata in altre costruzioni marchigiane appartenenti alla seconda metà dell’Ottocento. Infatti, sorge sull’area della storica fortezza quattrocentesca costruita vicino al mare interamente in mattoni. Leggi tutto
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La chiesa di San Francesco di Civitanova Marche, costruita con il titolo di Santa Maria Maddalena, e divenuta in seguito chiesa di Santa Maria e San Francesco, risale al XIII secolo anche se la sua attuale configurazione è derivata dai successivi rimaneggiamenti avvenuti intorno alla metà del settecento. Il ricco apparato decorativo in stucco è attribuito all’opera di Gioacchino Varlè (Ancona 1734-1806). Leggi tutto
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Nel bellissimo parco allestito con giardino all’italiana ricco di rarità botaniche sorgono la villa Conti, completamente distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi ricostruita, la chiesa neo-gotica che è in scala a quella dei Cappuccini Nuovi di Macerata e nella sua cripta custodisce le tombe dei conti Conti e della cantante lirica Francisca Solari seconda moglie di Pier Alberto Conti. Leggi tutto
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L’effige decorativa più antica di Civitanova Marche è quella del patrono San Marone. Protomartire ed Apostolo del Piceno, la sua immagine fu collocata sugli stendardi della città e nei sigilli degli atti pubblici. Le grazie e i miracoli, verificatisi nei secoli fino ad oggi ci confermano la continuità di un culto garantita dalla presenza del corpo stesso del santo. Leggi tutto
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Le scoperte di insediamenti preistorici ci confermano che Civitanova e il suo comprensorio vennero abitati fin dal periodo paleolitico, anche se la città preromana (denominata probabilmente Cluana) fu fondata qualche secolo prima di Cristo. A poca distanza da Cluana, sulla collina, sorgeva il piccolo centro denominato Vicus Cluentensis (l’attuale Civitanova Marche Alta), la quale divenne rifugio anche per gli abitanti della costa durante le invasioni barbariche perpetrate dai Goti che distrussero gli insediamenti costieri dal V secolo d. C. Sorge in libero Comune nel 1075. Ben presto la vita riprese e una parte della popolazione tornò ad abitare il territorio del mare. Con l’arrivo dei Franchi si impose l’assetto feudale e sempre più frequenti furono le sottomissioni e le aggregazioni al centro demico di altura. Il territorio civitanovese fu sottoposto a vari dominî che si avvicendarono nel tempo: la Chiesa, i Da Varano da Camerino, i Malatesta da Rimini e anche i Cesarini da Roma. Leggi tutto
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Nel giorno dell Candelora – 2 febbraio – Civitanova Alta rivive una antica tradizione: la precessione della Confraternita del SS.Sacramento.
Nell’anno 1610 la città fu colpita da una violentissima pestilenza che sterminಠla popolazione e portಠmiseria e povertà in tutto il territorio .In quell’occasione la Confraternita organizzಠuna solenne processione per chiedere, attraverso l’intercezzione della Madonna della Misericordia, di risparmiare la città dal terribile male. Leggi tutto
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La processione a mare in onore di San Marone, che si svolge il 16 agosto, si può considerare una della tradizioni popolari più sentite ed anche affascinanti della città. I nostri pescatori hanno sempre avuto una profonda venerazione per San Marone, patrono di Civitanova.
In passato era un evento che richiamava un gran numero di persone, un evento dove l’aspetto religioso e quello spettacolare, in piena estate, si intrecciavano senza prevalere l’uno sull’altro. La zona del porto e le vie circostanti si riempivano per la processione; i motopescherecci venivano addobbati di fiori e nastri e sfilavano dal porto verso il mare ove veniva deposta una corona. Dopo il rito religioso, i civitanovesi si recavano in piazza per assistere allo spettacolo dei fuochi pirotecnici. Leggi tutto
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E’ ormai una tradizione consolidata il ritrovarsi la mattina presto del 24 giugno in spiaggia per celebrare la messa e bagnarsi i piedi . Una tradizione di antica origine che ricorda riti pagani antichissimi e riscopre l’antico legame tra la popolazione della costa e il mare. Nato probabilmente come rito propiziatorio della pesca e per ringraziare il mare – divinità, si è trasformato con l’andare del tempo in una festa cristiana, con la celebrazione della s. messa in spiaggia ai primi chiarori dell’alba. Leggi tutto
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Nel corso del diciottesimo secolo, la chiesa gotica di Sant’Agostino, oggi Auditorium Sant’Agostino, fu oggetto di un radicale intervento di rinnovamento per adeguarne gli interni di dettami dello stile rococò, come del resto accadeva per la vicina chiesa di San Francesco; l’edificio venne notevolmente rialzato, una cupola venne realizzata al centro del transetto, nuove cappelle dotate di altari vennero aperte lungo la navata. Una volta completati gli interventi architettonici, secondo la moda del tempo si ricorse ad un’esuberante decorazione in stucco che, valorizzando la monumentalità dell’ambiente, ne rendesse più leggiadro l’aspetto con un repertorio ornamentale di matrice tardo-barocca. Rilievi con temi agostiniani collocati all’interno della cupole e sei statue monumentali con le effigi dei santi dell’Ordine completavano l’insieme, mettendo in luce le qualità plastiche di un abile decoratore destinato per il momento a rimanere anonimo per la mancanza di documenti che ce ne trasmettono il nome. Leggi tutto
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