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	<title>Civitanova Marche &#124; Turismo, Bandiera Blu, Spiaggie, Eventi Culturali, Ricettività e Tradizioni &#187; Storia e monumenti</title>
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	<description>Portale del turismo di Civitanova Marche</description>
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		<title>Lo Stemma di Civitanova Marche</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:53:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;effige decorativa più antica di Civitanova Marche è quella del patrono San Marone. Protomartire ed Apostolo del Piceno, la sua immagine fu collocata sugli stendardi della città e nei sigilli degli atti pubblici. Le grazie e i miracoli, verificatisi nei secoli fino ad oggi ci confermano la continuità di un culto garantita dalla presenza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;effige decorativa più antica di Civitanova Marche è quella del patrono San Marone. Protomartire ed Apostolo del Piceno, la sua immagine fu collocata sugli stendardi della città e nei sigilli degli atti pubblici. Le grazie e i miracoli, verificatisi nei secoli fino ad oggi ci confermano la continuità di un culto garantita dalla presenza del corpo stesso del santo. <span id="more-167"></span>La memoria popolare inoltre ci parla di una forte devozione da parte di questa terra di pescatori e marinai, che partecipavano a processioni e donavano ex-voto per lo scampato pericolo in mare. Il Santo è ricordato negli Statuta stessi, come colui che (nella leggenda) affrontà² e legà² un enorme drago uscito dal mare, impedendogli così di fare del male ad una giovane che si era appena convertita al cristianesimo.</p>
<div id="attachment_168" class="wp-caption aligncenter" style="width: 389px"><img class="size-full wp-image-168" title="Stemma Civitanova Marche" src="http://www.civitanovamarche.info/wp-content/uploads/2009/11/stemma_civitanova.jpg" alt="Stemma Civitanova Marche" width="379" height="481" /><p class="wp-caption-text">Stemma Civitanova Marche</p></div>
<p>Da un disegno del secondo Ottocento, a cui si è ispirata recentemente l&#8217;incisione realizzata da Pietro Capozucca, si raffigura san Marone in riva al mare con un bastone da pellegrino, in un gesto di consacrazione. Lo stemma ha un paesaggio idealizzato, con una torre e delle imbarcazioni a vela.<br />
Nel 1928 si conierà un nuovo stemma per rappresentare la Frazione di Portocivitanova costituitasi in Comune nel 1913, il quale manterrà la propria autonomia fino al 1938, fin quando i due Comuni di Civitanova Marche, denominati Civitanova Alta e Portocivitanova, si uniranno definitivamente e decideranno di mantenere l&#8217;antico stemma della Città Alta, con la figura di San Marone.</p>
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		<title>Cenni Storici</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:45:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le scoperte di insediamenti preistorici ci confermano che Civitanova e il suo comprensorio vennero abitati fin dal periodo paleolitico, anche se la città preromana (denominata probabilmente Cluana) fu fondata qualche secolo prima di Cristo. A poca distanza da Cluana, sulla collina, sorgeva il piccolo centro denominato Vicus Cluentensis (l’attuale Civitanova Marche Alta), la quale divenne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le scoperte di insediamenti preistorici ci confermano che Civitanova e il suo comprensorio vennero abitati fin dal periodo paleolitico, anche se la città preromana (denominata probabilmente <em>Cluana</em>) fu fondata qualche secolo prima di Cristo. A poca distanza da <em>Cluana</em>, sulla collina, sorgeva il piccolo centro denominato <em>Vicus Cluentensis </em>(l’attuale Civitanova Marche Alta), la quale divenne rifugio anche per gli abitanti della costa durante le invasioni barbariche perpetrate dai Goti che distrussero gli insediamenti costieri dal V secolo d. C. Sorge in libero Comune nel 1075. Ben presto la vita riprese e una parte della popolazione tornò ad abitare il territorio del mare. Con l’arrivo dei Franchi si impose l’assetto feudale e sempre più frequenti furono le sottomissioni e le aggregazioni al centro demico di altura. Il territorio civitanovese fu sottoposto a vari dominî che si avvicendarono nel tempo: la Chiesa, i Da Varano da Camerino, i Malatesta da Rimini e anche i Cesarini da Roma.<span id="more-165"></span></p>
<p>Sotto il dominio degli Sforza da Milano, nella metà del XV secolo, la Città Alta cambiò aspetto: venne realizzata una nuova cinta muraria e furono modificate le quattro torri a difesa delle quattro porte cittadine, mentre nella zona del Porto continuò la costruzione di una fortezza a protezione dei commerci. L’inizio del secolo XVI fu segnato da lotte interne, scorrerie, incursioni turche e soprattutto la peste che decimò la popolazione. Nel 1551 la città fu ceduta da papa Giulio III al nobile romano Giuliano Cesarini e l’anno dopo stessa sorte spettò a Montecosaro. Nel 1673 il territorio divenne “Nobile Ducato” di Cesarini-Sforza (per il matrimonio di Livia Cesarini con Federico III Sforza) e segnò un periodo di rinascita e rinnovamento urbano. Tra il ‘600 e il ‘700 vennero costruite nuove strade, le nuove mura e la città si abbellì ampliando la piazza principale. Anche il Porto, pur con il costante timore di invasioni turche, visse un periodo di grande sviluppo. Nel 1782 Civitanova contava 6057 abitanti di cui 5717 nella Città Alta, 65 a San Marone e 275 al Porto. Il 19 Febbraio 1797, con il Trattato di Tolentino, le terre in mano a Napoleone entrarono a far parte della Repubblica Francese. Dopo il dissolvimento della vecchia Marca, Civitanova divenne parte del Dipartimento del Musone. Furono questi gli ultimi anni del potere del Duca Francesco I Cesarini-Sforza che di fatto cessò nel 1808. La presenza di Napoleone e dei Napoleonidi portò varî cambiamenti nel territorio, non solo di ordine sociale, ma anche architettonico come alla metà del XIX secolo la bella Villa Eugenia, fatta costruire per l’Imperatrice Eugenia di Montijo de Guzman, moglie di Napoleone III. Furono anni di continui capovolgimenti, e nel 1828 Papa Leone XII concesse a Civitanova il titolo di “Città”, ma furono anche anni in cui la popolazione aumentava e il territorio si arricchiva di palazzi e chiese: intorno al 1850 venne edificata la Chiesa di San Pietro in Piazza XX Settembre, mentre è del 1862 la costruzione del Palazzo Sforza sui resti della fortezza medioevale (che divenne poi Sede Comunale nel 1920); si costruì la linea ferroviaria Ancona – san Benedetto del Tronto; nel 1867 si costruì il Palazzo dell’attuale Delegazione e nel 1872 si inaugurò il Teatro Comunale  “Annibale Caro”. L’industriosità della gente, la felice posizione riguardo le strade, i mezzi di comunicazione e il mare caratterizzarono e favorirono l’espandersi dei commerci, con una forte intensificazione della pesca e un notevole sviluppo economico: è del 1889 l’impianto della Fabbrica di Bottiglie del Marchese Ciccolini (chiamata la “Vetreria”), cui seguirono fornaci di mattoni e gesso, i Pastifici Cingoli (1900) e Leonfanti, la Fabbrica di Biciclette Jenis (1904), il Consorzio Agrario (1904), il Mulino detto “Americano” (1907) e l’Officina Meccanica di Adriano Cecchetti (1892 &#8211; 1994). Con gli anni crebbero le esigenze del Porto e proporzionalmente gli screzî tra le due comunità che sfociarono nel 1913 nella loro scissione: Civitanova (Alta) e Portocivitanova. E’ poi del 1938 la loro fusione nuovamente in un unico Comune denominato Civitanova Marche. Nel 1911 la Tramvia unisce la Città Alta ed il suo Porto. Conobbe i bombardamenti nel 1943 – 1944 e fu liberata dalle Truppe Polacche dell’Armata Alleata il 30 Giugno del 1944.</p>
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