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Una città da vivere con tutta la famiglia
giovedì 11 gennaio 2007

 
 
1 - Pista per il pattinaggio: All’incrocio tra via Carnia e via Zavatti si trova una moderna pista di pattinaggio. Il fondo è stato realizzato in materiale adatto per le manifestazioni sportive e le gare, assicurando il divertimento di sportivi e dilettanti.
Accanto, sarà presto realizzata una pista da skate.
 
 
2 - Biblioteca Comunale: Sita in v.le Matteotti, all’interno della biblioteca comunale è stato predisposto un apposito spazio per bambini. I piccoli utenti hanno a disposizioni oltre 3000 volumi . In biblioteca durante il periodo autunnale ed invernale vengono organizzate letture e momenti d’incontro per i bambini e ragazzi.
 
 
3 - Lungo mare Piermanni: Ampi spazi verdi, giardini pubblici e verde attrezzato abbelliscono il lungo mare sud. Scivoli, altalene, giostre e castelli di legno offrono a tutti i bambini divertimento ed allegria.
 
 
4 - Parchi giochi in tutti i quartieri: Ampi spazi verdi, campetti per il calcetto, campi da tennis e giochi per i bambini sono presenti in tutti i quartieri. (vedere itinerario Civitanova e il suo verde)
 
 
5 - Porto motopescherecci ed imbarcazioni da diporto: Civitanova Marche è uno dei mercati di pesce più ricchi di tutto l’adriatico e gironzolando nel porto si possono ammirare moderni pescherecci e le classiche “vongolare”. Nel periodo estivo, negli appositi pontili si possono ammirare eleganti imbarcazioni.
 
 
6 - Pista Ciclopedonale: Dall’ingresso nord di Corso Umberto, superati il sottopasso di Via L. Rossi e il semaforo della S.S. 16, imboccare Via Civitanova. Dopo un centinaio di metri, sulla sinistra, si affaccia l’ingresso della Pista ciclopedonale che con i suoi 2,8 chilometri unisce il mare alla collina. La bella pista ciclopedonale è il luogo e l’occasione per una giornata all’aria aperta: a fianco degli adulti che si gustano una bella passeggiata o una corsa ristoratrice, i bambini possono liberamente correre, giocare e sfrecciare sulle loro biciclette. Lungo la pista si trovano aree di sosta con panchine, cestini e giochi.
 
 
7 - Il parco di Villa Conti: Un luogo incantato dove riposarsi, fare passeggiate, leggere un libro e, perchè no, giocare.
 
 
8 - Orto Botanico: Nel giardino dell’Istituto ITC Corridoni, situato a Civitanova Marche Alta, si possono ammirare piante rare, provenienti anche da paesi lontani, e molto interessanti.
 
 
9 - Museo del Trotto ed Ippodromo: dalla strada statale adriatica, tra gli abitati di Porto Potenza e Civitanova Marche, imboccare via M. Ricci e proseguire per un paio di chilometri fino a scorgere sulla sinistra i parcheggi dell'Ippodromo.
Il Museo Storico del Trotto, sotto la direzione del Capitano Ermanno Mori raccoglie e conseva materiale di ogni genere riguardante i cavalli. La struttura ha trovato sede accanto alle scuderie dell'allevamento, oggi perfettamente ristrutturate e inoltre valorizzata dalla vicinanza della pista da corsa oggi ippodromo. In essa è raccolta ed esposta una notevolissima quantità di materiale - cimeli, pubblicazioni, documenti iconografici - proveniente da tutto il territorio nazionale e anche da paesi stranieri, riguardante il mondo del trotto dal suo nascere ad oggi
 
10 - Museo delle Arti e Tradizioni Popolari: è situato a Civitanova Alta in Via Centofiorini subito sotto al giardino pubblico del Pincio.
E’ stato inaugurato nel 1992 e si puಠvisitare previo prenotazione telefonica (0733.890258). E’ un museo privato fondato da Pietro Pepa che con passione e pazienza è riuscito ad allestire questa testimonianza della vita quotidiana del passato. Al piano terra si puಠtrovare ricostruita didatticamente la bottega del fabbro, del falegname e del birocciaio con la sezione enologica, la cucina e la camera da letto di una casa contadina tipica, e ancora mezzi di trasporto, aratri, giocattoli e cimeli vari. I pezzi forti dell’esposizione sono un biroccio del 1924, il pregevole torchio a viti gemelle, un antico tavolo da norcino, il frantoio e, momentaneamente, anche gli attrezzi della fonderia della fabbrica Cecchetti. All’ingresso una piccola raccolta di quadri di artisti locali ci ricorda come era la vita in campagna fino a pochi decenni fa.
 
11 - Piscina Comunale: Quando la stagione non permette più di bagnarsi nelle azzurre acque dell’adriatico, la piscina comunale offre l’opportunità di tuffarsi e di divertirsi con gli amici.
 

12 - Leggende per riscoprire le tradizioni popolari:

Leggenda del Monte Cappelletti
Affacciandosi da uno dei tanti balconi delle mura del Viale della Repubblica di Civitanova Alta si puಠammirare uno splendido panorama: dal mare ai monti azzurri in lontananza, senza dimenticare i campi arati in ordinate file. Volgendo lo sguardo a destra a sinistra, non si puಠfare a meno di notare all’orizzonte la singolare sagoma di un cocuzzolo nei pressi della villa di S. Domenico che la tradizione popolare conosce come “monte de l’Ulià ” (dal nome di un colono che una volta coltivava il terreno di cu fa parte). Storie e leggende fantastiche narrano che sotto quella strana collina vi sia nascosto un prezioso tesoro composto da una viocca (chioccia) con i pulcini d’oro. Questo tesoro, protetto da spiriti maligni, poteva essere ritrovato solo scavando il terreno nelle calde notte estive. Quando nel cielo brilla una grande luna, gli spiriti, che secondo la leggenda, proteggevano il tesoro, uscivano dalla profondità della terra ad ammirar la luna. Allora in assoluto silenzio, per non disturbarli e per non provocare le loro ire, si poteva cercare il tesoro. Si narra che una notte di luna piena un signore, esperto giocatore a carte e, a detta dei più informati, baro di professione, salì la cima della collina con in mano un mazzo di carte nuove per giocare una partita con gli spiriti guardiani del tesoro. Infatti, appena arrivato sul cocuzzolo del colle, dalle sue viscere magicamente uscirono tre spiriti in forma umana i quali, dato che ormai erano in quattro, iniziarono una partita a carte. Se l’ardito giocatore era così abile da vincerla senza parlare, come premio avrebbe avuto l’oro; in caso contrario avrebbe ricevuto schiaffi e botte. La partita si svolse nel più rigoroso silenzio: il giocatore , con molta fortuna e un po’ di furbizia, riuscì a vincere e si allontanಠpoi incredulo con il tesoro stretto tra le braccia. Arrivato perಠsull’uscio di casa, non riuscendo più a trattenere la sua gioia, lanciಠun festoso grido di saluto alla moglie che lo aspettava preoccupata. In quel preciso istante dalla terra uscirono i tre spiriti che, stappatogli i tesoro dalle mani, gli diedero un sonoro ceffone per poi sparire nella notte silenziosa.

Leggenda di Fonte Cioppa.
Dalla strada asfaltata che dalla torre Porta Zoppa di Civitanova Alta scende giù per S. Domenico, alla fine della discesa, vicino alla Zona Industriale B, si trova Fonte Cioppa. La Fonte fu costruita tra il 1500 e il 1600 per abbeverare il bestiame, ma fu sempre utilizzata quale fonte pubblica per lavare i panni. In quei tempi il bucato si faceva a mano e le donne che durante il giorno lavoravano i campi spesso andavano alla fonte di notte, “quando la luna piena faceva da lume”, a lavare i panni. Forse così nacquero le leggende di strane e misteriose donne frequentatrici della fonte. Una sera un uomo, tornando a casa dopo essere stato all’osteria, vide delle donne ballare sopra la vasca piena della fonte senza affondare sull’acqua, come se, per incanto, si librassero a passo di danza sopra di essa, accarezzate dai raggi della luna piena. Allibito da cià², rimase a guardare quello strano spettacolo per alcuni minuti finchè le donne, accortesi della presenza dell’estraneo, in un baleno scomparvero nel nulla lasciando cadere a terra uno scialle d’oro ricamato con pietre preziose. L’uomo raccolse lo scialle, lo portಠa casa e con sua moglie decise di nasconderlo in uno scrigno per poi restituirlo alle donne se una sera le avesse rincontrate. Alcuni sere dopo, mentre rientrava a casa dal lavoro, passando vicino al la fonte Cioppa, l’uomo rivide le strane creature agitarsi intorno alla fonte come cercando qualcosa tra gli alberi ed i rovi. Benchè molto spaventato si avvicino loro e chiese con voce tremante cosa stessero facendo. Una delle donne rispose che stavano cercando il vestito di una fata che, alcune sere prima, avevano dimenticato alla fonte, dove erano andate a lavarlo. L’uomo allora andಠa casa, prese lo scialle e lo riconsegnಠalle strane donne che subito scomparvero in un soffio di vento. L’indomani l’uomo, aprendo lo scrigno vi trovಠdelle monete d’oro. (per approfondimenti: Enrico Tassetti “Storie, superstizioni e leggende della campagna civitanovese” in “Civitanova, immagini e storie n. 11”, pp. 95 - 134).


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